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Mobile e Wireless: tra proclami e realtà

Da anni ormai si sente parlare di convergenza, standard comuni, ampiezza della banda, tariffe accessibili.
In realtà il problema, come al solito, è di matrice tutt'altro che tecnologica, bensì di natura economica.
E' inutile che ci prendiamo in giro: le tecnologie ci sono, gli accessi anche, gli standard sono definiti (o quasi, ma sono in funzione degli utenti che costituiranno il mercato) .
Mancano le certezze sugli utenti: a quante persone riuscirò a vendere un prodotto/servizio ( il software e l'hardware dell'infomobilità) veramente utile e non f-utile? Perchè questo è il vero problema.
I convegni che da anni affollano aule gremite di esseri famelici in attesa del buffet vomitano numeri che se fossero realmente reali non lascerebbero di certo indifferenti il settore: il 65% delle aziende utilizza servizi mobili (se per questo si intende il telefonino, è sottostimato, se s'intende servizi wireless c'è un problema a monte ben diverso: cosa intendiamo per servizi/business wireless?), mentre il 13% ne sta progettando l'adozione. POi se si va a leggere meglio il testo si specifica che si parla di lettura della mail dal telefono mobile ( un po' riduttivo come definizione di servizio mobile).
Addirittura il download della posta elettronica viene indicato come vera killer application...in secondo piano alla larghezza di banda ( e relativa velocità di trasferimento dati), alla sicurezza delle connessioni e la flessibilità di acceso alla rete. Ultimo i costi e le tariffe. Invece sono proprio questi due elementi e le modalità di spartizione della torta tra costruttori di hardare, compagnie telefoniche, software house,  con relativi accordi sulle "retrocessioni degli utili" . Penso che come al solito ci stiano buttando fumo negli occhi:  gli account di grosso calibro in realtà girano da uno stand all'altro appunto per tastare il polso al mercato, creare insomma quel bacino di utenti ottimale per annunciare vittoriosi: ce l'abbiamo fatta!
Come al solito non è il progresso, ma il guadagno e la quota di mercato che la fanno da padroni. E intanto noi ci illudiamo di essere all'avanguardia....

Pubblicato il 27/3/2006 alle 14.31 nella rubrica Diario.

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