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Viral o de-viral?

La nuova comunciazione di Kleenex gioca sul significato della parola viral. 
Un occidentale/monaco buddista con occhiali trendy si aggira sereno per giardini orientali: musica meditativa, difesa strenua della vita di tutti gli animaletti che incontra, formiche, ragni, tartarughine e affini.
Allo stimolo dello starnuto prende il suo kleenex, apprendendo dalla scatola che grazie al mitico fazzolettino ha appena fatto fuori il 99,9% dei virus presenti nello starnuto stesso! 

Il claim recita "anti-viral tissues from Kleenex" e il fazzolettino di carta più famoso è effettivamente un killer di virus...
Sono poco d'accordo sui commenti che giudicano positivamente l’invenzione dei creativi, ironici "standardizzati" su mode e contraddizioni del nostro tempo coniugati con l’uso degli spot virali. Il motivo è semplice e banale: non mi sento entusiasmato. Sì, fa branding, però io sarei più moderato nei giudizi.
Non mi comunica gran chè, mi ricorda che ci sono i kleenex, ma non mi suggerisce un metodo alternativo di utilizzo del famoso fazzolettino di carta, non mi induce a un maggior utilizzo, vero scopo e anima di una comunicazione relativa a un prodotto vecchio e rivolta a un mercato vecchio. 
Insomma tanto rumore per nulla, dovuto più al fatto che i fazzolettini si rivolgono al web che non al valore effettivo della comunicazione.
Il filmato:
http://www.ebolaindustries.com/modules.php?name=RandomSpot&file=due&category_id=141&barra=1

e un piccolo rovescio della medaglia, forse Kleenex dovrebbe orientarsi più al marketing sociale....??
http://www.ecoblog.it/post/162/kleenex-soffi-il-naso-e-tagliano-una-foresta

Pubblicato il 31/3/2006 alle 10.5 nella rubrica Diario.

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